Contenuti per adulti
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Esiste un filo sottile tra ciò che siamo e ciò che ci è stato consegnato. Lo sento ogni volta che mi fermo a guardare dentro.
Cosa ci porta a essere identitari?
Perché dobbiamo catalogare questo o l’altro? Cosa ci spinge all’uso comune delle etichette?
Ho una storia che è cresciuta con me, e questo ha contribuito al mio carattere, alla mia formazione. Questa storia ha fatto sì che diventassi parte di un sistema comunitario che, il più delle volte, sento non rappresentarmi. Forse sono io a volare oltre orbita, a girare a distanza dai meri confini.
Sta di fatto che questo è ciò che sono ora: una forma che si sta formando. Mattone dopo mattone, la mia carne è diventata il contorno di un corpo che ultimamente faccio fatica a riconoscere.
Vorrei abbattere questi muri, vorrei sciogliermi e perdere questa identità che è pura emanazione dello spazio che occupo adesso.
Vorrei osservarmi da lontano e vedere che quell’io non è altro che un prodotto offertomi sin dalla nascita, che non ho potuto che acquistare a scatola chiusa. Solo ora, in questo tempo, reclamo me stessa. Mi voglio, priva di forma e di barriere architettoniche.
Voglio solo me — come essenza che si allarga e si contrae, proprio come il battito di questo mondo che si muove.
© Mariangela Marrale